Come funziona una corrida? I tre terzi (tercios) spiegati
Come funziona una corrida? I tre terzi (tercios) spiegati
La corrida de toros è uno degli spettacoli più codificati e rituali della cultura spagnola. Per chi assiste per la prima volta, l’arena può sembrare caotica. In realtà, ogni combattimento segue una struttura precisa articolata in tre atti chiamati tercios (terzi). Capire questa struttura trasforma l’esperienza: da semplice spettacolo a cerimonia intrisa di significato, coraggio e arte.
Questa guida spiega tutto ciò che devi sapere prima di assistere a una corrida a Las Ventas, la più grande arena taurina del mondo, situata a Madrid.
Struttura generale di una corrida
Una corrida classica prevede sei tori e tre matador. Ogni matador affronta due tori. L’intero spettacolo dura circa due ore, e ogni combattimento individuale dura dai 15 ai 20 minuti. I combattimenti si susseguono senza interruzione, in un’atmosfera sempre più carica di emozione.
Prima dell’ingresso del primo toro, il presidente della corrida (un rappresentante delle autorità municipali) prende posto nel suo palco ufficiale. È lui ad autorizzare il passaggio da un tercio al successivo, agitando fazzoletti di diversi colori.
Primo tercio: Il tercio de varas (l’atto delle lance)
Il toro entra nell’arena per la prima volta. Per alcuni minuti, il matador e i suoi banderilleros (assistenti) osservano l’animale con grandi mantelli rosa e gialli chiamati capotes. Si tratta di studiare il comportamento del toro: la sua carica, la preferenza di lato, il livello di aggressività.
In seguito entrano in pista i picadores a cavallo. Questi combattenti montati usano lunghe lance chiamate varas per pungere i muscoli del collo e del dorso del toro. Questo lavoro ha un obiettivo preciso: indebolire leggermente i muscoli cervicali in modo che l’animale abbassi la testa — condizione indispensabile per un finale degno durante il terzo tercio.
Gli aficionados giudicano la qualità di questo tercio secondo un equilibrio delicato: il picador deve correggere il toro senza esaurirlo né maltrattarlo eccessivamente.
Secondo tercio: Il tercio de banderillas (l’atto delle banderillas)
Tre banderilleros entrano a piedi nell’arena. Il loro compito: piantare ciascuno un paio di banderillas — bastoncini decorati con carta colorata, muniti di una punta a uncino — nelle spalle del toro. L’esercizio richiede precisione, velocità e un senso acuto del tempismo.
Le banderillas completano l’indebolimento dei muscoli dorsali e stimolano l’energia dell’animale, rendendolo più nervoso e reattivo per la fase finale. Alcuni matador scelgono di piantare personalmente le proprie banderillas, dimostrando così coraggio e padronanza particolari, il che provoca generalmente un’ovazione del pubblico.
Terzo tercio: Il tercio de muerte (l’atto della morte)
È il culmine della corrida. Il matador entra da solo nell’arena con due strumenti: la muleta (mantello rosso, più piccolo) e la spada. Questo atto si divide in due fasi:
La faena
La faena è una serie di passate con la muleta. È qui che si esprime tutta l’arte del matador: la sua grazia, la vicinanza alle corna, la capacità di controllare le cariche dell’animale. Le passate portano nomi codificati — la naturale, il pase de pecho, la verónica — ognuna con le proprie regole di esecuzione. Il pubblico scandisce ogni passata riuscita con un sonoro ¡Olé!
L’estocata
La faena si conclude con l’estocata: un singolo colpo di spada tra le scapole verso l’aorta per una morte rapida e pulita. Un buon colpo di estocata è la conclusione perfetta di una grande faena. Un colpo impreciso, al contrario, può rovinare l’intera performance agli occhi degli aficionados.
I trofei: orecchie e coda
Al termine del combattimento, se il matador ha offerto una prestazione notevole, il presidente può concedergli dei trofei simbolici:
- Un orecchio: per una buona prestazione
- Due orecchie: per una prestazione eccezionale
- Due orecchie e la coda: per una performance storica, rarissima
Il matador che riceve trofei compie un giro d’onore nell’arena (vuelta al ruedo) sotto gli applausi del pubblico, che agita fazzoletti bianchi per sostenere la decisione del presidente.
Consigli pratici per assistere a una corrida a Las Ventas
La Plaza de Toros de Las Ventas, inaugurata nel 1931, è considerata la cattedrale della tauromachia mondiale. Ecco alcuni consigli per godersi al meglio l’esperienza:
- Arrivate 20 minuti prima dell’inizio per trovare il vostro posto e assorbire l’atmosfera.
- I posti in Sol (lato soleggiato) sono meno costosi ma molto esposti al calore in estate. I posti in Sombra (all’ombra) sono più comodi.
- Portate un cuscino — le gradinate in pietra sono scomode per due ore.
- I posti migliori si trovano nelle file inferiori dei tendidos (settori numerati 1–10).
- Non andate via prima della fine: l’ultimo toro dà spesso luogo alle prestazioni migliori.
La stagione taurina principale a Madrid si estende da aprile a ottobre, con il suo apice durante la Feria de San Isidro a maggio — la feria più prestigiosa del mondo. Capire i tre tercios vi permetterà di apprezzare la complessità e la profondità di questo rito millenario.